Il recruiting sta cambiando: dalle competenze al potenziale
Il mercato del lavoro italiano sta vivendo una trasformazione profonda. Secondo gli ultimi dati, l’occupazione ha superato i 24 milioni di lavoratori, con un tasso intorno al 62–63% (ISTAT).
Tuttavia, questo dato positivo nasconde una criticità crescente:
👉 il mismatch tra domanda e offerta di lavoro
Secondo indagini recenti, circa il 45–50% delle imprese italiane segnala difficoltà nel reperire profili adeguati (Unioncamere – Sistema Excelsior).
Dal “fit attuale” al “fit evolutivo”
Storicamente, le aziende hanno assunto sulla base di:
- esperienza pregressa simile
- competenze tecniche consolidate
- continuità con il ruolo
Oggi questo approccio è sempre meno efficace perché:
- le competenze diventano obsolete rapidamente
- i ruoli evolvono più velocemente delle job description
- il contesto competitivo richiede adattabilità continua
Le organizzazioni più avanzate stanno quindi spostando il focus verso:
- learning agility
- potenziale di leadership
- capacità di operare in contesti complessi
Il costo del mismatch
Un inserimento errato non è solo un problema HR, ma un costo strategico.
In Italia:
- il turnover medio si colloca tra il 30% e il 38% a seconda dei settori (ISTAT, INPS)
- il costo di sostituzione può arrivare fino a 6–9 mesi di retribuzione annua (stime basate su analisi OCSE)
Il ruolo di LWP
LWP supporta le aziende nel passaggio da:
- recruiting “descrittivo” → recruiting predittivo
- Attraverso:
- assessment del potenziale
- analisi del contesto organizzativo
- valutazione della capacità evolutiva dei candidati
Caso tipico
Un’azienda italiana in crescita internazionale ha modificato il proprio approccio:
- prima: ricerca di profili con esperienza identica
- dopo: selezione su potenziale e mindset
Risultato:
- maggiore retention nei primi 12–18 mesi
- inserimenti più rapidi in ruoli complessi
La domanda chiave
State ancora assumendo per coprire un ruolo… o per costruire la vostra organizzazione futura?

